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Paragrafo 5 . L'indipendenza della Grecia.


L'insurrezione greca ebbe inizio nel marzo 1821. Alexandros  Ypsilanti
(1792-1828), capo dell'Etera e aiutante di campo dello zar Alessandro
primo,  alla  guida  di  un  corpo di volontari  greci  penetr  dalla
Bessarabia  russa  in Romania, sperando di provocare una  sollevazione
generale  contro  la  dominazione turca, di ottenere  conseguentemente
l'appoggio  della Russia e passare quindi nella Grecia settentrionale.
La  spedizione fall, a causa del mancato sostegno sia dei rumeni  che
dello zar, il quale, presente in quel momento al congresso di Lubiana,
sottoscrisse,  su  pressioni  austriache,  la  condanna  di  qualsiasi
movimento insurrezionale.
     Mentre  Ypsilanti  veniva sconfitto, maggiore fortuna  aveva  una
sollevazione popolare guidata dal clero ortodosso e dall'Etera  nella
Grecia  meridionale: il Peloponneso fu liberato  e,  nel  gennaio  del
1822,  al  congresso  di Epidauro, fu proclamata l'indipendenza  della
Grecia  e  formato  un governo provvisorio, che chiese  l'aiuto  delle
potenze europee.
     La  richiesta degli insorti greci ebbe una vasta risonanza presso
l'opinione  pubblica internazionale, per altro gi  sensibilizzata  al
problema  della  sottomissione al dominio turco dei  luoghi  d'origine
dell'antica  civilt greca. Numerosi volontari intervennero  a  fianco
degli  insorti  greci;  tra questi il poeta  inglese  George  Byron  e
l'italiano  Santorre di Santarosa. In vari stati  si  formarono  anche
comitati  filoellenici, che cominciarono a far pressione sui  governi,
perch  intervenissero a sostegno del popolo greco. Una prima risposta
delle  potenze europee riunite al congresso di Verona, preoccupate  di
mantenere
     
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     l'assetto  geopolitico europeo e di tutelare i  propri  interessi
minacciati dai moti liberali, fu negativa.
     Rimasti  isolati, gli insorti greci furono esposti alla durissima
repressione   turca.   Essi  comunque  seppero   opporre   un'efficace
resistenza,  sino a quando poterono mantenere il controllo  sul  mare.
Nel 1824 questo venne a mancare, perch la Turchia ottenne l'aiuto del
pasci  d'Egitto Mehemet Al, dotato di un esercito e  di  una  flotta
alquanto  potenti; in tre anni le truppe turco-egiziane  riuscirono  a
riconquistare gran parte della Grecia.
     A  salvare  l'indipendenza greca intervenne allora  un  mutamento
nelle relazioni internazionali. Determinante fu la politica estera del
nuovo zar Nicola primo, il quale, meno disposto del suo predecessore a
subire   l'influenza  del  Metternich  e  deciso   a   realizzare   il
tradizionale  piano  espansionistico  della  Russia  verso  Occidente,
dichiar  di  voler  aiutare concretamente le  popolazioni  cristiano-
ortodosse  sottoposte al dominio turco. Tale decisione trov  concorde
anche  il nuovo ministro degli esteri inglese George Canning,  che  in
tal  modo  riteneva  di  poter  consolidare  l'influenza  economica  e
politica dell'Inghilterra in tutta l'area.
     Russia, Inghilterra e Francia, riunite a Londra nel luglio  1827,
per discutere sulla questione greca, si accordarono quindi per imporre
ai  greci  e  ai  turchi  un  armistizio, in  attesa  di  definire  la
formazione di uno stato greco autonomo.
     Allo  scopo  di far accettare le loro decisioni, le  tre  potenze
inviarono  una  flotta comune nelle acque greche. Il 20 ottobre  1827,
uno scontro fortuito nella baia di Navarino tra la flotta anglo-franco-
russa e quella turco-egiziana degener in una violenta battaglia,  che
si  concluse con la distruzione della flotta turco-egiziana. Segu una
guerra  tra  Russia  e  Turchia, che ebbe  termine  nel  1829  con  la
sconfitta  della  Turchia. Con la successiva pace di  Adrianopoli,  il
sultano  fu  costretto  a  riconoscere  l'indipendenza  della  Grecia,
l'autonomia della Serbia, della Moldavia e della Valacchia e a  cedere
alla Russia alcuni territori presso la foce del Danubio e nel Caucaso,
di limitata estensione ma strategicamente importanti.
     Nel  febbraio  del  1830, le potenze europee, riunite  a  Londra,
decisero la costituzione del regno di Grecia, autonomo e indipendente;
da  questo restarono tuttavia escluse alcune delle regioni pi ricche,
quali  le isole Ionie, Creta, la Macedonia e la Tessaglia, rimaste  ai
turchi. Nel 1832 a Ottone di Baviera fu assegnata la corona del  nuovo
regno,  nei confronti del quale l'Inghilterra eserciter una crescente
influenza sino alla seconda guerra mondiale.
     Si  concluse  cos  una vicenda particolarmente  importante,  non
solo  per  l'Europa  della  Restaurazione,  ma  anche  per  le  future
relazioni  internazionali.  Quella greca, infatti,  fu  l'unica  delle
rivoluzioni  scoppiate tra il 1820 e il 1821 ad avere un carattere  di
massa  e  a  concludersi  positivamente. Il processo  che  port  alla
formazione  del  regno  di  Grecia  segn  un  mutamento  dell'assetto
geopolitico  deciso dal congresso di Vienna e soprattutto provoc  una
prima grave incrinatura nella solidariet conservatrice tra le potenze
europee,  per  il  prevalere  di contrastanti  interessi  economici  e
politici  nazionali,  destinati  a durare  nel  tempo.  La  "questione
d'Oriente"  infatti rester aperta e sar causa di profonde divergenze
e di instabilit nelle relazioni internazionali sino alla prima guerra
mondiale.
